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Gli errori comuni in inglese che sento ripetere ogni settimana ai miei studenti

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errori comuni in inglese
Tempo di lettura: 9 minuti

Ci sono errori che correggo da anni, quasi sempre le stesse tre o quattro cose, indipendentemente da chi ho davanti: un ragazzo delle medie, un manager che tratta con l’estero, un pensionato che finalmente si concede il tempo per studiare. Gli errori comuni in inglese non sono casuali: sono il risultato prevedibile del modo in cui la nostra lingua madre ci ha abituati a ragionare, e conoscerli in anticipo è il modo più veloce per smettere di ripeterli.

Quello che mi ha sempre colpito, in tutti questi anni di aula, è che non sono gli studenti principianti a commettere di più questi errori comuni in inglese, ma spesso proprio quelli di livello più alto, quelli che hanno un vocabolario ricco e una grammatica solida su carta. Sono errori che si annidano, resistono alle correzioni isolate, e riemergono proprio nei momenti in cui si vuole fare bella figura, in una mail di lavoro o in una call importante.

In questo articolo ti porto dentro la mia esperienza diretta in aula a Genova: ti racconto quali sono gli errori comuni in inglese che sento più spesso, perché nascono, e soprattutto come li affronto con i miei studenti in modo che smettano di tornare, invece di limitarmi a segnalarli una volta e passare oltre.

Perché gli errori comuni in inglese si ripetono anno dopo anno

La ragione principale è un fenomeno che in linguistica si chiama interferenza: la nostra lingua madre ci fornisce automaticamente delle strutture mentali, e quando parliamo un’altra lingua tendiamo a versarci dentro quelle stesse strutture, anche quando non funzionano. Gli errori comuni in inglese nascono quasi sempre così, non per ignoranza della regola, ma perché l’italiano continua a “tradurre” nella nostra testa mentre parliamo, e quella traduzione automatica porta con sé abitudini sbagliate.

C’è poi un secondo fattore che vedo spesso: molti di questi errori vengono corretti a scuola una volta, magari alle medie o al liceo, ma non vengono mai più ripresi con costanza negli anni successivi. Restano lì, sepolti, e riemergono puntualmente ogni volta che la persona è sotto pressione, stanca, o semplicemente non ci fa più caso perché ormai “suonano giuste” all’orecchio.

C’è infine un terzo elemento, più sottile, che riguarda la tolleranza sociale all’errore. In un contesto informale, tra amici o colleghi comprensivi, nessuno si prende la briga di correggere gli errori comuni in inglese di chi parla, perché il messaggio comunque arriva a destinazione. Questa gentilezza, paradossalmente, è uno dei motivi per cui certi errori restano scolpiti per una vita intera: senza un feedback chiaro e ripetuto, il cervello non ha alcun motivo per modificare un’abitudine che sembra funzionare.

I cinque errori che sento più spesso in aula

Actually non significa attualmente

Questo è probabilmente l’errore comune tra italiani e inglese più frequente in assoluto. “Actually” non significa “attualmente” ma “in realtà, a dire il vero”. Quando un mio studente inizia una frase con “actually, I’m a…” pensando di dire “attualmente sono…”, in realtà sta introducendo una correzione o una precisazione che spesso non voleva dare. Per dire “attualmente” in inglese si usa “currently” o “at the moment”.

Present perfect e past simple confusi sistematicamente

In italiano usiamo il passato prossimo per quasi tutto, e questo ci porta a confondere present perfect e past simple in inglese, che invece hanno funzioni diverse. “I have been in Paris since two hours” è un errore che sento praticamente ogni settimana: la forma corretta è “I have been in Paris for two hours”, perché “since” indica un punto di partenza nel tempo (“since Monday”), mentre “for” indica una durata (“for two hours”).

Le preposizioni che tradiscono sempre

“I am of Italy” invece di “I am from Italy”, oppure “go at work” invece di “go to work”: queste sono tra gli errori comuni in inglese più resistenti, perché le preposizioni non seguono mai una logica traducibile da una lingua all’altra e vanno imparate insieme al verbo, non isolatamente.

La pronuncia della h e del th

Un altro errore molto diffuso riguarda la pronuncia: gli italiani tendono a non pronunciare la h iniziale, dicendo “otel” al posto di “hotel”, mentre in inglese quella h va sempre aspirata. Allo stesso modo, il suono th, che non esiste in italiano, viene spesso sostituito con una semplice t o con una f, cambiando completamente la parola. Per allenare l’orecchio su questi suoni consiglio sempre le sezioni di pronuncia del sito della BBC – Tim’s pronunciation workshop

“My friends is tall” oppure trattare “people” come un singolare sono errori comuni in inglese che nascono da una somiglianza ingannevole con l’italiano: “people” è il plurale di “person” e vuole sempre il verbo al plurale, mentre “friend” al singolare non prende mai la s finale, anche se in italiano diciamo spesso “i mie friends” nel linguaggio informale, contaminando l’abitudine.

Make e do usati a caso

Un ultimo errore che ricorre spesso riguarda la confusione tra “make” e “do”, entrambi traducibili con “fare” in italiano ma con usi molto diversi in inglese. Si dice “make a decision”, “make a mistake”, “make an effort”, ma “do homework”, “do business”, “do a favour”. Non esiste una regola unica che copra tutti i casi, e proprio per questo motivo è uno degli errori comuni in inglese più difficili da correggere una volta per tutte: va imparato per collocazione, cioè insieme al sostantivo con cui la parola convive abitualmente, non come regola isolata.

Come li affronto davvero con i miei studenti

Segnalare un errore una volta sola raramente basta, l’ho imparato con l’esperienza. Gli errori comuni in inglese si eliminano solo con la ripetizione in contesto, non con la memorizzazione isolata della regola. Per questo, quando individuo uno di questi errori ricorrenti in uno studente, non mi limito a correggerlo sul momento: costruisco insieme a lui qualche frase completa che userà davvero nella sua vita quotidiana o lavorativa, e gliela faccio ripetere più volte in situazioni diverse, finché non diventa automatica.

Un altro metodo che uso spesso è quello di far notare allo studente il proprio errore ricorrente, invece di limitarmi a correggerlo io. Quando una persona si accorge da sola di aver appena confuso since e for, per esempio, la correzione dura molto più a lungo di quando gliela segnalo io senza coinvolgerla nel processo.

Ricordo uno studente che continuava a dire “since two years” ogni volta che parlava del suo lavoro attuale. Invece di correggerlo ogni volta allo stesso modo, gli ho chiesto di scrivere lui stesso cinque frasi sulla sua giornata usando for e since, e di leggerle ad alta voce indicandomi quale delle due gli sembrava “strana” prima ancora che gliela segnalassi io. Nel giro di due settimane l’errore è praticamente scomparso, non perché gliel’avessi ripetuto di più, ma perché lui stesso aveva imparato a riconoscerlo da solo prima di pronunciarlo.

Il paradosso dei livelli avanzati

Quello che sorprende sempre i miei studenti più esperti è scoprire che questi errori comuni in inglese non scompaiono automaticamente salendo di livello. Un C1 con un vocabolario ampio può tranquillamente continuare a dire “actually” al posto sbagliato per anni, semplicemente perché nessuno gliel’ha mai fatto notare con costanza, e perché farsi capire comunque, anche con l’errore, riduce la percezione dell’urgenza di correggerlo.

Questo è un tema che considero centrale nel mio lavoro: farsi capire non equivale a parlare in modo corretto, e la differenza conta molto in contesti professionali, dove la precisione trasmette competenza. Un errore comune passa spesso inosservato in una chiacchierata informale, ma può pesare in una presentazione, in una mail importante o in un colloquio di lavoro.

Ho seguito per mesi un manager che gestiva clienti internazionali e che continuava a usare “actually” nel senso sbagliato in ogni riunione, senza accorgersene. Nessuno dei suoi colleghi glielo aveva mai fatto notare, probabilmente per educazione o perché il messaggio comunque passava. Quando gliel’ho segnalato la prima volta è rimasto sorpreso: mi ha detto che lo diceva così da almeno dieci anni, in centinaia di email e riunioni, senza che nessuno glielo avesse mai corretto. È un esempio perfetto di come gli errori comuni in inglese possano sopravvivere indisturbati anche a livelli molto alti, semplicemente perché la correzione richiede qualcuno disposto a fermarsi e a spiegare, non solo a capire.

Come riconoscere i tuoi errori comuni in inglese da solo

Non serve necessariamente un insegnante accanto per iniziare a individuare i propri errori comuni in inglese più radicati. Un primo passo utile è registrarsi mentre si parla per qualche minuto su un argomento familiare, magari raccontando la propria giornata, e poi riascoltarsi con calma: quasi sempre si notano da soli le stesse due o tre inciampate che si ripetono più volte nello stesso audio.

Un secondo esercizio che consiglio spesso è tenere un piccolo taccuino degli errori, non delle regole. Ogni volta che qualcuno ti corregge o che tu stesso ti accorgi di aver sbagliato una struttura, scrivila lì con la versione corretta accanto, e rileggila prima di situazioni in cui sai che dovrai parlare inglese, come una call di lavoro o un viaggio. Il punto non è accumulare una lista infinita di regole di grammatica, ma isolare i due o tre pattern che si ripetono davvero nella tua parlata, perché quelli sono gli errori comuni in inglese che vale la pena eliminare per primi.

Infine, leggere ad alta voce testi in inglese standard aiuta ad abituare l’orecchio e la bocca a strutture corrette, rendendo più facile accorgersi quando la propria produzione spontanea si discosta da quel modello.

Come lavoriamo su questo a Cloud9

Da Cloud9 dedico parte di ogni percorso a individuare e correggere sistematicamente gli errori comuni in inglese specifici di ogni studente, non genericamente quelli della lista più diffusa. Lavoro con gruppi piccoli proprio per questo motivo: solo così riesco a seguire con attenzione i pattern di errore di ogni persona, invece di limitarmi a una correzione generica valida per tutta la classe.

Scrivimi se vuoi scoprire i tuoi errori abituali

Se ti sei riconosciuto in uno di questi errori comuni in inglese, o se sospetti di averne altri che nessuno ti ha mai segnalato con chiarezza, scrivimi. Possiamo partire da una lezione di prova per individuare i pattern specifici che ti porti dietro e lavorarci insieme in modo mirato. Fai prima il nostro test di livello gratuito per farti un’idea onesta del punto di partenza.

Se ti sei riconosciuto in almeno uno di questi errori, condividi l’articolo: probabilmente non sei l’unico tra i tuoi amici.

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